Quando tuo figlio si allea col padre: come uscire dal gioco delle parti in famiglia e ritrovare l’armonia
Capita spesso, dopo una separazione, che una madre viva la dolorosa sensazione di essere “messa da parte” dal proprio figlio.
A volte, il ragazzo idealizza l’altro genitore — di solito il padre — e questo crea una frattura invisibile ma profonda: un gioco di alleanze, giudizi e distanze emotive che ferisce entrambe le parti.
Oggi voglio raccontarti la storia di Laura, una donna che si è rivolta a me per ritrovare un rapporto autentico con suo figlio Luca, dopo mesi di silenzi, chiusure e conflitti sempre più accesi.
Un caso che mostra come, dietro ogni tensione familiare, si nasconda un bisogno di riconnessione e di ascolto vero.
Il caso di Laura: quando l’amore diventa un campo di battaglia
Laura ha 44 anni, è separata da tre, e suo figlio Luca, quattordicenne, vive la tipica fase di affermazione adolescenziale.
Da qualche mese, però, la relazione tra loro si è fatta tesa.
“Non mi parla più. Mi risponde a monosillabi, e ogni volta che cerco di farlo ragionare, tira fuori suo padre come esempio perfetto di tutto ciò che io non sarei stata”, mi racconta con gli occhi lucidi.
“Mi sembra che stia dalla sua parte, come se dovessi costantemente giustificarmi per aver chiuso quella relazione.”
Nel dialogo con lei, emerge subito un nodo profondo: il bisogno di essere vista come una “brava madre”, riconosciuta e approvata da suo figlio.
È proprio questo bisogno a tenerla intrappolata in un gioco delle parti: da una parte lei, la madre che cerca di fare tutto per ricucire; dall’altra il figlio, che difende il padre per costruire la propria identità.
Il momento di consapevolezza
Durante il nostro incontro, le ho detto:
“Laura, non sei tu contro tuo figlio. Siete entrambi intrappolati in un copione.
Tu cerchi di essere compresa, lui cerca di essere leale. Ma la lealtà di un figlio non è un tradimento verso un genitore: è solo un modo per sentirsi al sicuro.”
Abbiamo lavorato su un punto chiave: ogni volta che Laura cercava di “riconquistare” Luca attraverso spiegazioni, giustificazioni o confronti con il padre, in realtà alimentava la distanza.
Il suo bisogno di essere capita si traduceva, agli occhi del figlio, in pressione emotiva.
Lì si è aperto lo spazio del Portale 2: la Comunicazione Autentica.
Dal bisogno di essere capita al desiderio di capire
Attraverso le pratiche del Portale 2, Laura ha imparato a riconoscere la differenza tra reagire e rispondere.
Ha scoperto che la vera comunicazione non nasce dal bisogno di “spiegarsi”, ma dalla capacità di stare presenti senza difendersi.
Le ho proposto un semplice esercizio:
“Quando tuo figlio parla di suo padre, prova a non giustificarti né controbattere.
Chiedigli invece: ‘Cosa ti piace di lui? Cosa ti fa sentire bene quando siete insieme?’
E ascoltalo, senza interpretare. Lì si apre il ponte.”
Quel ponte, nel tempo, ha permesso a Laura di uscire dal ruolo di madre ferita e tornare a essere una presenza stabile, autentica, accogliente.
Riconoscere e interrompere il gioco delle parti
Nelle famiglie separate, il rischio più grande è quello di creare alleanze inconsapevoli:
madre e figlio contro il padre, o viceversa.
Ma ogni volta che un genitore si schiera, anche solo emotivamente, rinforza la polarità e alimenta la divisione.
Nel coaching relazionale, lavoriamo proprio su questo: aiutare ciascuno a ritrovare il proprio centro, per non essere più in balia dei ruoli o delle aspettative.
Quando una madre come Laura smette di “lottare” per essere amata, e sceglie di essere autentica, il figlio torna spontaneamente a cercare quel legame che sa di verità, non di bisogno.
La trasformazione: dalla difesa alla presenza
Dopo alcune settimane, Laura mi scrisse:
“Non so spiegare come, ma qualcosa si è sciolto.
L’altra sera siamo rimasti a parlare un’ora del più e del meno. Non c’era bisogno di avere ragione. Solo di esserci.”
La comunicazione autentica non è fatta di parole perfette, ma di energie allineate.
È il linguaggio dell’anima che smette di controllare e inizia a connettersi.
Ogni conflitto familiare può diventare un portale di crescita, se impariamo a comunicare da un luogo di verità.
Nel mio metodo dei 3 Portali della Felicità, il Portale 2 insegna proprio questo: come trasformare la comunicazione in uno spazio di incontro, non di potere.
Nell’Accademia di Coaching Relazionale, formiamo professionisti e genitori consapevoli capaci di guidare se stessi e gli altri verso relazioni autentiche, sane e profonde.
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