Abbiamo tanta paura dell’altro, ci chiudiamo in noi stessi per paura del prossimo che possa farci chissà cosa…abbiamo paura dell’oscurità, della morte, dei vivi e dei non vivi…
Ma la persona che può farti più male in assoluto, sai chi è?
Sei Te!
Potrai dirmi, cosa stai dicendo! Il mio ex è un mostro, il mio collega è un prepotente, mia mamma è egoista, mio papà mi fa sentire inadeguata, i miei figli sono solo capaci a chiedere, ecc. potrei andare avanti così giusto ?
E se ti dicessi che le parole più brutte  sono quelle che dici a te stessa/o ?
Nessun altro può ferirci più di quanto non facciamo con noi stessi.

Non ci credi ? posso comprendere, ti invito comunque a riflettere su:

Quando raccontiamo bugie e speriamo di non essere beccati a chi stiamo facendo del male?
Quando rubiamo e la facciamo franca a chi stiamo facendo del male?
Quando ci mettiamo delle maschere e veniamo creduti a chi stiamo facendo del male?
Quando ci viene data ragione pur di farla finita, perché stiamo esasperando, a chi stiamo facendo del male?
Quando stiamo facendo le scarpe a un collega, a chi stiamo facendo del male?
Quando stiamo tradendo, a chi stiamo facendo del male?
Quando siamo falsi, a chi stiamo facendo del male?
Quando portiamo rancore per giorni, a chi stiamo facendo del male?
Quando teniamo i musi e smettiamo di ridere a chi stiamo facendo del male?
Quando vogliamo che tutto sia perfetto e finché non lo è non iniziamo nemmeno, a chi stiamo facendo del male?
Quando priviamo il mondo del nostro talento, a chi stiamo facendo del male?
Quando fingiamo un orgasmo, a chi stiamo facendo del male?
Quando smettiamo di giocare, a chi stiamo facendo del male?
Quando ci dimentichiamo di ciò che siamo, a chi stiamo facendo del male?

Molti credono di non essere violenti o aggressivi semplicemente perché non utilizzano violenza fisica, ma la violenza su di sé e sugli altri, vale anche quando ci si lamenta, quando si giudica, quando si fanno critiche e si esprime il proprio pensiero gratuito col fine di ferire, è non accettare visioni diverse…

Siamo noi a maltrattarci, peggio di come faremmo con chiunque altro.

Rinneghiamo il nostro potere, e ci facciamo sopraffare da pensieri che ci massacrano, le parole peggiori le usiamo con noi stessi, tutte le volte che ci guardiamo allo specchio e disprezziamo ciò che vediamo o ci guardiamo sfuggendo il nostro sguardo. Le espressioni sono deprimenti, ci trasciniamo con i nostri corpi pigri e appesantiti, invece di sprizzare entusiasmo. Pretendiamo di aver ragione a discapito della scoperta, ci precludiamo l’apertura di altre visioni solo per confermarne una. Ci imponiamo il sacrificio a discapito della leggerezza, ci costringiamo alla pesantezza delle azioni a discapito del gioco. Rinneghiamo il divertimento per dar spazio alla serietà. Potremmo ridere di noi stessi ma teniamo musi per ore, giorni o addirittura anni. Potremmo godere dei sapori ma ingurgitiamo spazzatura…
Potrei continuare all’infinito, ma il punto è che nessuno ci costringe a fare ciò, siamo semplicemente noi… esseri contradditori e un po’ masochisti, siamo anche un po’ disonesti perché potremmo dire beh mi piace farmi del male, invece di prendersela con l’altro dandogli potere.
Cerchiamo di essere riconosciuti e stimati, perché in fondo non ci riconosciamo, e quindi cerchiamo disperatamente fuori, una stella ha forse bisogno di sentirsi dire quanto è bella per brillare? brilla e basta …e più tutto intorno è buio e più essa brilla!
È chiaro che è lusinghiero sentirsi fare apprezzamenti, fa piacere, ma non deve essere indispensabile per riconoscere il nostro potere.
Forse non possiamo fermare la guerra o i crimini violenti, possiamo, anzi dobbiamo fare pace con noi  stessi.